Extemporanea

La maggior parte delle opere riassumono il percorso artistico della fotografa e l’indagine che ha sviluppato sulla natura negli ultimi anni.

Oltre a raccontare la sua storia, la mostra intende mettere a confronto le ambivalenze narrative e le ricerche innovative che l’artista, muovendosi su terreni d’indagine differenti, traccia al fine di sviluppare e rendere più accessibili e invisivi i temi a lei cari. Nell’intenzione d’interagire con esse, ci costringe a ripercorrere sentieri sempre più personali per facilitare il recupero di quelle perezioni, intime voci lontane, verità essenziali, che la natura benigna ci regala incondizionatamente da sempre. Le installazioni fotografiche di grandi dimensioni e le sequenze performative che ci propone, non solo destinate a raccontarsi attraverso una ricerca estetica sofisticata e a tratti volutamente enfatizzata, sono in realtà formalmente impegnate a plasmare e configurare l’esistenza di un’umanità non tangibile nella sua fisicità ma rintracciabile nella potenza stessa del cosmo. Riaffermano la possibilità di partecipare e condividere quelle matrici naturalistiche tanto essenziali per ricostruire un DNA collettivo.

Evocatrici di paesaggi lontani alla ricerca di un eden immaginato e desiderabile, ci riconducono a una lettura soggettiva che attinge direttamente dal nostro immaginario. Tutto diventa “naturalmente personale” e sorprendentemente già intuito. Come il viaggiatore, sulla strada che porta all’antica città di Petra, improvvisamente, esce dal canyon e intravede in un esagerato verticalismo: “il miracolo”, così Miranda Gibilisco, stimolata dal desiderio di scoprire e scoprirsi ci costringe, nostro malgrado, a vedere attraverso i suoi scatti quella natura primordiale, fonte inesauribile di forza vitale, di energia, ostinata promotrice d’infinite tracce, intime vie per la conoscenza del nostro io.

Forti valenze evocatrici scaturiscono dalle sospensioni sonore che tratteggiano i video che spesso si affiancano ai suoi scatti. Tutto ciò ci permette di essere testimoni di quelle realtà tanto necessarie protese a ricostruire parametri condivisibili, indispensabili al vivere comune, per riconoscerci e identificarci come parti integranti di un più grande racconto.

 

Mariano Cipollini